San Pietroburgo è decisamente una delle città più belle della Russia, ricca di storia e di monumenti iconici dall’architettura squisitamente ottocentesca ed europea, imperiale per dimensioni e carattere, San Pietroburgo è una città da visitare concedendosi qualche giorno in più di un weekend. Come tutte le grandi città e, soprattutto, se si tratta di una prima visita a San Pietroburgo, la prima cosa da fare è un giro panoramico della città per apprezzarne lo stile, capire le dimensioni, selezionare in base ai propri gusti cosa visitare e con quale priorità, sapendo che dal 1990, il centro storico di San Pietroburgo è patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO.

Quali sono le principali attrazioni di San Pietroburgo

I simboli della città sono molteplici dal Molo delle Antiche Sfingi Egizie a punta Isola Vasilievskij, dalla Fortezza dei Santi Pietro e Paolo all’Incrociatore Aurora ancorato al Porto, dal Campo di Marte al Castello di San Michele, dalla Chiesa del Salvatore sul Sangue Versato a Corso Nevskij, alla Cattedrale di Sant’Isacco, ma è inevitabile la visita al famoso Museo Statale Ermitage, il principale polo turistico della città; indipendentemente dall’essere degli appassionati di arte, si rimarrà estasiati dalla bellezza e dalla magnificenza delle sale del cosiddetto Palazzo d’Inverno che ospita il museo – tra l’altro uno dei più grandi al mondo - e che di per sé merita una visita anche se fosse completamente vuoto per la ricchezza e la sontuosità degli arredi e dei marmi, tutti rigorosamente “italiani”.

Se l’Ermitage è un museo internazionale, chi desidera approfondire l’arte russa deve fare una sosta al Museo Russo, fondato nel 1895 per volere dello zar Nicola II che iniziò con l’allestimento di una collezione di opere russe di suo padre Alessandro III. Le collezioni del Museo Russo, ospitate all’interno del raffinato Palazzo Mikailovsij, si compongono di 400 mila opere che rappresentano le tappe dell’evoluzione dell’arte russa, dalle preziose e rare icone risalenti al XII e XIII secolo, fino agli autori dell’avanguardia russa come Kandinskij.

San Pietroburgo è caratteristica per la presenza di numerosi palazzi nobiliari, uno di questi che vale la pena citare è Palazzo Yusupov appartenuto alla famiglia aristocratica Yusupov, duchi vicini alla famiglia imperiale, e il cui nucleo è risalente al VI secolo. Il palazzo di affaccia sul fiume Moika, gli interni sfarzosi risalgono all’800 e all’interno si trova un teatro chiamato la Perla del Palazzo Yusupov. In seguito alla rivoluzione del 1917, i duchi scapparono all’estero abbandonando il palazzo che fu nazionalizzato. Il Palazzo occupa un posto centrale nella storia russa perché fu il luogo dell’assassinio di Grigory Rasputin, un contadino proveniente dalla Siberia con presunte doti taumaturgiche e dal forte potere coercitivo che fu accolto a corte da Nicola II dopo aver guarito inspiegabilmente l’erede al trono Alessio affetto da emofilia. Rasputin fu assassinato a Palazzo Yusupov caduto nella trappola di una congiura di nobili che non vedevano di buon auspicio la crescente influenza che costui esercitava su tutta la famiglia imperiale, quasi al limite della soggiogazione. Oggi il palazzo ospita eventi, concerti e conferenze oltre a due mostre permanenti: “La storia della famiglia Yasupov” e “L’assassinio di Rasputin”.

I cultori del balletto russo non posso perdere almeno uno spettacolo al Teatro Marijnskij, più noto come l’Accademia di Danza che ha sancito lo stile del balletto classico russo. Il Teatro fu dedicato a Maria Alexandrovna, moglie dell’imperatore Alessandro II e sorge a pochi passi dal Consolato Generale d’Italia a San Pietroburgo. Il teatro – chiamato in epoca sovietica Teatro Kirov – è indubbiamente l’accademia di danza classica più influente al mondo, da qui sono nate etoile del calibro di Anna Pavlovna, Mikhail Baryshnikov, Natalia Makarova, Rudolf Nureyev per citarne solo alcuni, per questo includere una serata al teatro Marijnskij non può che arricchire la vostra visita a San Pietroburgo.

Percorrendo il fiume Neva, vi imbatterete nell’Incrociatore Aurora, la nave militare costruita nei cantieri dell’Ammiragliato, che fu varata nel 1900 e fu unica superstite di una flotta di quattro navi nella battaglia di Tsushima nel 1905 durante la Guerra Russo – Giapponese. I suoi cannoni servirono ancora a difendere la città durante la Seconda Guerra mondiale e solo dopo la guerra si decise di ancorare definitivamente la nave al molo del fiume Neva, al centro di San Pietroburgo. Oggi, l’incrociatore è sia una nave scuola per la marina militare russa sia aperta alle visite dei turisti che spesso sostano per godere della vista panoramica dal fiume Neva, e per scattare una foto vicino al cannone che il 25 ottobre 1917 sparò il colpo a salve che fu il segnale di inizio della Rivoluzione di Ottobre e dell’assalto al Palazzo d’Inverno.

Il cuore del centro storico è occupato dall’immensa fortezza dei Santi Pietro e Paolo costruita nel corso della Guerra tra Russia e Svezia e che fu il primo nucleo urbano che diede inizio alla fondazione della città. La fortezza risale al 1703 ed è una vera e propria cittadella fortificata con bastioni, corti, rivellini, primo baluardo e avanguardia contro il nemico e che non fu mai espugnata né dovette mai dispiegare la propria forza militare perché non fu mai raggiunta. Tuttavia la sua costruzione non fu inutile, divenne quasi subito una prigione di massima sicurezza dove trovarono “alloggio” illustri prigionieri come Alessio, figlio di Pietro il Grande, richiuso e torturato proprio dal padre per aver preso parte ad una congiura contro di lui, ma anche prigionieri politici come Dostoevskij, Trotskij e Alexander Ulyanov fratello maggiore di Lenin. All’interno della fortezza, oltre a edifici militari si trovano anche la Zecca di Stato che ancora conia medaglie e monete dal corso legale, la Casa del Governatore della Fortezza, la barca preferita dall’imperatore Pietro il Grande chiamata la nonna della flotta russa, e soprattutto la Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo posta al centro della cittadella militarizzata e che ospita le salme dei Romanov e di tutti gli imperatori russi, inclusi la dinastia di Nicola II che fu trucidata dai bolscevichi ad Ekaterinburg nel 1918.

Ma proprio le cattedrali di San Pietroburgo meritano un capitolo a parte

Le cattedrali da visitare a San Pietroburgo

Nel centro storico della città, si trova la suggestiva Cattedrale del Salvatore sul Sangue Versato che sorge sul luogo in cui fu assassinato nel 1881 l’imperatore Alessandro II. È l’unica chiesa costruita in stile pseudo-russo ovvero dalla riconoscibile architettura moscovita piuttosto che mitteleuropea, infatti l’aspetto esterno di questa chiesa commemorativa somiglia alla Cattedrale di San Basilio a Mosca, ma i suoi arredi interni sono molto più spettacolari, tali da farle guadagnare una citazione nel libro dei Guinness Mondiali per la presenza di quasi 7000 metri quadrati di superficie rivestita con mosaici. All’interno delle chiesa non vi sono quadri, ma mosaici in marmo, smalti e pietre dure. Durante il periodo sovietico, quando il culto religioso era proibito, la chiesa fu sconsacrata e adibita a magazzino per la verdura e fu gravemente danneggiata; infine fu restaurata e ripulita nel 1996 e fu aperta al pubblico per ammirarne liberamente la bellezza e la spettacolarità.

La Cattedrale di San Nicola del Mare è, invece, legata alla storia marittima della città. Realizzata nel XVIII secolo è la chiesa devozionale di tutti i marittimi devoti, costruita in prossimità dei cantieri navali dell’Ammiragliato proprio per favorire la crescita spirituale e devozionale dei marinai e delle rispettive famiglie. L’edificio in legno è costruito su due piani, con un altare e un’iconostasi per ogni piano: il piano basso fu consacrato a San Nicola nel 1760 alla presenza della zarina Elisabetta, il piano superiore fu invece consacrato nell’Epifania del 1762 alla presenza di Caterina I la Grande. Da allora, è rimasta immutata e riconoscibile per le sue cupole dorate e le eleganti colonne. Gli interni sono risalenti al 1700 con le icone antiche, i legni intarsiati e i candelabri dell’epoca: è uno dei pochi casi al mondo in cui si sono conservati gli interni originali nonché i colori dell’epoca. In questa cattedrale si sono celebrate le messe celebrative più importanti in memoria delle vittorie riportate dalla flotta militare e sempre dedicato ai marinai caduti in guerra è il monumento che sorge all’interno del giardino. Nonostante le persecuzioni e i divieti del’epoca sovietica, la Cattedrale di San Nicola è rimasta sempre aperta ai fedeli e continuò a funzionare e celebrare.

Tra le cattedrali più imponenti di San Pietroburgo, si distingue la Cattedrale di Sant’Isacco con la sua cupola rivestita con 100 chili di oro autentico. Il nome della cattedrale fu scelto perché la memoria del Santo ricorre il giorno del compleanno di Pietro il Grande. La Chiesa attuale si presenta nella sua quarta “versione” realizzata su progetto dell’architetto francese August de Montferrand che per vincere la gara propose 24 stili diversi per la realizzazione di questa chiesa. Lo zar, alla fine, optò per lo stile neoclassico che è così come la conosciamo oggi. Per la sua costruzione furono impiegati 40 anni, l’architetto dedicò tutta la sua vita a questa sua unica opera e due mesi dopo l’inaugurazione, morì. La Cattedrale poggia su fondamenta consolidate con migliaia di palafitte di pino e su 112 colonne di granito rosso del peso di 100 tonnellate ciascuna. Le decorazioni interne sono principesche con colonne rivestite di pietre semipreziose, malachite, lapislazzuli, mosaici, ori e dipinti. È possibile salire sul colonnato alto 43 metri dopo aver salito 200 gradini per godere di una vista spettacolare del panorama della città.

La chiesa principale di San Pietroburgo, però, è la cattedrale di Kazan che fu costruita al centro della città lungo la Nevskj Prospect e sorge sul posto in cui si trovava una vecchia chiesa in legno in cui era custodita l’icona miracolosa della Madonna di Kazan. La chiesa fu commissionata dallo zar Paolo I e per sua esplicita richiesta doveva ricordare la Cattedrale di San Pietro a Roma; per la sua costruzione furono impiegati solo materiali russi con i marmi provenienti dalla Carelia. In dieci anni, dal 1801 al 1811, fu edificata la chiesa più grande di San Pietroburgo. La chiesa custodisce l’icona sacra della Madonna di Kazan ritenuta miracolosa dai suoi abitanti. La leggenda narra che una ragazza di nome Matrona, nel 1579, vide in sogno la Madonna che le indicava il luogo in cui avrebbe rinvenuto un’icona con la sua effige scampata miracolosamente all’incendio che distrusse Kazan. Fin da tempi dello zar Alexei Mikhailovich – padre di Pietro il Grande – si riteneva che l’icona fosse la protettrice della Famiglia Romanov e fu così che fu poi custodita nell’antica chiesa a lei dedicata. Oggi, oltre all’icona, i turisti si soffermano anche sulla tomba di Mikhail Kutuzov, il condottiero russo che inflisse la sconfitta a Napoleone nel 1812; sulla sua tomba sono appese le bandiere originali sottratte all’esercito sconfitto di Napoleone nonché le chiavi delle città liberate.

Escursioni a San Pietroburgo

Se San Pietroburgo non vi basta e avete del tempo a disposizione, è inevitabile la visita al Palazzo di Caterina a Pushkin (Tsarskoye Selo). Il palazzo risale al 1710, dono a Caterina I di Russia da parte del marito Pietro I, entrambi reggenti illuminati che contribuirono a rendere grande la Russia nel mondo. Il Palazzo di Caterina è il “museo” più visitato dai turisti dopo il gigantesco Ermitage. Il palazzo è un’opera tipicamente italiana, basti pensare alla famosa Infilata d’Oro, una serie di Sale di Gala una più sfarzosa dell’altra che culminano con la Camera d’Ambra, opere di Francesco Bartolomeo Rastrelli, così come sono “italiani” i giardini con i padiglioni, il lago artificiale, le statue, i giochi di acqua e i ponti; questo immenso complesso museale era la residenza estiva degli imperatori russi. Allo stesso modo, è altrettanto irrinunciabile la visita al Peterhof o Petrodvorets la residenza estiva dell’imperatore Pietro il Grande, situata sul Mar Baltico e definita la Versailles russa per le dimensioni del parco e le fontane – che a differenza di Versailles – non sono artificiali, ma funzionano in modo naturale utilizzando il principio dei vasi comunicanti: nel periodo estivo le fontane del Peterhof zampillano tutti i giorni dalle 11.00 alle 18.00 senza interruzioni conferendo spettacolarità ad un luogo che nelle intenzioni dei progettisti doveva dimostrare la potenza marittima della Russia. Il parco si estende per 100 ettari e ospita al suo interno 150 fontane decorate con statue in marmo di Carrara o statue in bronzo dorato, nonché le “fontane scherzose” fortemente volute da Pietro il Grande. La reggia dà il nome alla cittadina di Petrodvorets (o Peterhof in tedesco) che dita 29 chilometri a ovest di San Pietroburgo ed è facilmente raggiungibile in auto o con l’aliscafo che offre l’occasione di godere del panorama dal mare. Al centro dei giardini si impone il Grande Palazzo di Peterhof su idea e progetto dello stesso zar a cui presero parte per la realizzazione architetti come Michetti, Rastrelli, Leblon, Braunstein. All’interno del Palazzo è visitabile lo Studio in Quercia dell’imperatore opera del maestro Nicola Pino e dove trovano posto gli effetti personali e i libri di Pietro I. Le sale decorate da Bartolomeo Rastrelli – lo stesso architetto dell’Ermitage – colpiscono per la sfarzosità, gli ori, gli specchi, il parquet in legno pregiato che entrano in contrasto con lo stile neoclassico delle sale allestite da Felten. Gli interni furono distrutti da un devastante incendio durante l’occupazione tedesca, ma subito dopo la guerra ebbero inizio i lavori di restauro e recupero e oggi il palazzo tornato agli antichi splendori è uno dei più belli nei dintorni di San Pietroburgo.

A poca distanza dalla residenza estiva di Pietro I, sorge sulle rive del Golfo di Finlandia, a sud del complesso di Peterhof il Palazzo Monplaisir che, di fatti, era il luogo preferito dallo zar Pietro per trascorrere il tempo lontano dai fasti della corte e degli intrighi politici. Fu costruito dall’architetto Braunstein tra il 1714 e il 1723 con linee austere, razionali e semplici. Dopo la morte di Pietro il Grande, l’edificio con tutti gli arredi rimasero immutati e divenne subito il luogo di commemorazione dello zar a testimonianza dello stile di vita dell’imperatore tra quadri e porcellane personalmente collezionate o comprate, suppellettili da cucina, oggetti personali e regali diplomatici.

A circa 7 chilometri da Pushkin e a 36 km da San Pietroburgo sorge la cittadina di Pavlovsk dove si trova la Reggia di Paolo I, un complesso realizzato da Charles Cameron circondato da un vasto giardino e che era la residenza della famiglia di Paolo I con i suoi 10 figli. La tenuta fu regalata da Caterina I la Grande a suo figlio Paolo per distrarlo dalla politica e soprattutto dalle ambizioni al trono. Il Palazzo, in puro stile settecentesco, fu arredato con mobili provenienti dall’Europa e scelti personalmente dalla coppia imperiale Paolo I e sua moglie Maria Fedorovna durante il loro viaggio di nozze. Quando Paolo divenne zar, la Reggia divenne la residenza imperiale ufficiale dove si svolgevano i balli ufficiali e ir ricevimenti, qui si svolse anche il banchetto per la vittoria russa su Napoleone. Il parco che circonda la reggia è il più grande d’Europa con i suoi 500 ettari abbelliti da stagni artificiali, ponti, chioschi, paesaggi pittoreschi tra i più ammirati al mondo. la collezione d’arte all’interno della reggia è prevalentemente dovuta all’attività di collezionismo dei coniugi durante i loro viaggi in Europa tra il 1781 e il 1782: quadri, mobili, oggetti in bronzo, porcellane, statue antiche italiane e regali diplomatici ricevuti durante le visite alle corti europee. Durante l’occupazione tedesca i mobili e le suppellettili furono portate in salvo, per cui oggi siamo in grado di ammirare l’arredamento originale così come gli effetti personali della famiglia di Paolo I.

Nei pressi del Palazzo di Caterina a Pushkin si trova il Palazzo di Alessandro, dono di Caterina stessa al nipote Alessandro in occasione del suo matrimonio con la principessa di Baden. I lavori di costruzione furono affidati all’architetto bergamasco Giacomo Quarenghi che realizzò un autentico capolavoro. In realtà, appena nominato zar, Alessandro I preferì trasferirsi nella reggia della zia Caterina , abbandonando il suo palazzo che, invece, fu protagonista della storia della fine dell’impero russo: qui furono arrestati Nicola II e la sua famiglia per poi essere condotti alla fucilazione; dopo la rivoluzione di Ottobre, il palazzo fu adibito a museo, mentre durante l’occupazione tedesca della seconda guerra mondiale, fu occupato dai nazisti e divenne un comando delle SS, dove le cantine furono allestite a carceri e luoghi di tortura per i prigionieri sovietici, e la corte dinanzi l’edificio utilizzato come cimitero dei soldati SS caduti in guerra. Dopo accurati restauri, il palazzo oggi è visitabile e al suo interno sono ancora custoditi gli ultimi oggetti appartenuti alla famiglia imperiale.

La gita sul fiume Neva a San Pietroburgo

San Pietroburgo è posta sulle rive del Mar Baltico e dislocata su un arcipelago di 42 isole collegate tra loro da una rete di canali e oltre 300 ponti. San Pietroburgo è tra le più belle città marittime del mondo e per conoscerla vale la pena viverla anche percorrendo i suoi canali in barca o usufruendo di una gita in battello sul fiume Neva per collega tutti i principali punti di attrazione della città. Ogni ponte ha la sua storia e la sua leggenda, come il Ponte dei Baci secondo cui gli innamorati che si baciano sotto questo ponte resteranno per sempre uniti, oppure il Ponte Anichkov decorato con quattro statue giganti di un domatore di cavalli e la leggenda vuole che le parti intime di uno dei cavalli ricorda il profilo della zar Nicola I, uno “scherzo” pensato dallo scultore Klodt per sottolineare il suo disprezzo verso lo spietato zar; o infine, i quattro ponti gemelli che per distinguerli furono colorati in modo diverso nei colori del blu, del rosso, giallo e verde.

San Pietroburgo è una città dal fascino indiscutibile e dall’immenso patrimonio artistico e culturale.

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